Shinya Yamanaka

Staminali, il Nobel Yamanaka spinge l’acceleratore sulla ricerca

Uno dei pionieri nello studio delle cellule staminali annuncia i suoi prossimi progetti che coinvolgeranno scienziati di tutto il mondo. Lo scopo è permettere alla ricerca medica un decisivo passo in avanti verso la scoperta di cure innovative

Shinya Yamanaka

Yamanaka nei laboratori del Gladstone Institute di San Francisco

Creare una banca dati internazionale di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) e un network di scienziati per velocizzare lo sviluppo di nuovi medicinali derivati da esse. È l’ambizioso progetto di Shinya Yamanaka, premio Nobel per la medicina nel 2012 per le ricerche sulla riprogrammazione cellulare.

Intervistato dal quotidiano giapponese «Asahi Shimbun», Yamanaka ha fatto notare che sono ancora pochi i progressi nella scoperta di terapie basate sulle iPS e lamentato lo scarso interesse del governo di Tokyo verso le potenzialità terapeutiche delle staminali, messe in ombra dalla possibilità di creare tessuti e organi per trapianti. «Vogliamo far avanzare la ricerca con la collaborazione dei medici di tutto il paese e offrire i risultati ai pazienti», ha affermato il premio Nobel.

La tecnologia delle iPS messa a punto da Yamanaka permette di ottenere staminali pluripotenti, cioè capaci di differenziarsi praticamente in ogni tipo di tessuto, a partire dalle cellule adulte del paziente, senza l’uso di embrioni o rischio di rigetto. Il nuovo centro di ricerca dell’Università di Kyoto, che aprirà i battenti nel 2014 sotto la direzione di Yamanaka, punta a diventare il fulcro di una rete di scienziati impegnati nello studio delle iPS per il trattamento di malattie ancora incurabili.

Yamanaka ha anche annunciato che il Giappone sarà uno degli oltre 10 paesi, assieme a Stati Uniti e Regno Unito, che parteciperanno all’istituzione di una banca dati mondiale di cellule iPS. Nato da un’idea di Ian Wilmut, creatore della pecora clonata Dolly, il progetto mira a raccogliere cellule da tutto il mondo per produrre staminali a scopo terapeutico. Wilmut ha stimato che basterebbero dai 400 ai 500 donatori per ottenere le iPS necessarie all’intera popolazione mondiale.

«Spero di contribuire mettendo a disposizione informazioni su come ottenere il consenso dei donatori e sulle relative regolamentazioni», ha concluso Yamanaka. Negli ultimi mesi, il Giappone si è imposto come uno dei paesi più legislativamente all’avanguardia nel campo delle staminali, grazie all’approvazione di leggi volte a favorire lo sfruttamento commerciale di questa tecnologia. In molti, tuttavia, si chiedono se le nuove politiche saranno anche in grado di tutelare i pazienti. Gli aspetti normativi e relativi alla sicurezza sono proprio uno dei primi nodi da sciogliere per i 30 scienziati che stanno lavorando al progetto.