Progetto Manhattan: la storia ve la racconto io!

Progetto Manhattan: la storia ve la racconto io!

La parola al Nobel Roy J. Glauber, ultimo testimone del progetto che ha portato allo sviluppo della prima bomba atomica

L’ultima voce. L’ultima verità. Quella del Nobel per la fisica Roy J. Glauber, ultimo scienziato ancora in vita ad aver lavorato alla realizzazione del primo ordigno nucleare. Un nuovo documentario racconta ora la sua testimonianza arricchendola di immagini e materiale audiovisivo inediti provenienti dagli archivi di Los Alamos, New Mexico, principale centro di ricerca dove avvenne lo sviluppo e la realizzazione della bomba.

Facciamo un passo indietro. Nell’inverno del 1939 il presidente americano Franklin Delano Roosevelt dà avvio al progetto Uranio per studiare le possibili applicazioni pratiche del processo di fissione dell’uranio. Tre anni più tardi, il programma di ricerca si trasforma nel segretissimo progetto di sviluppo di materiali alternativi. Nome in codice: Manhattan. Obiettivo: costruire una bomba a fissione di potenza eccezionalmente distruttiva.

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Alcuni dei più importanti siti del Progetto Manhattan sul territorio degli Stati Uniti (Credit: Wikimedia Commons)

Albert Einstein ha un ruolo decisivo per l’avvio del progetto. Nell’estate del 1939 sottoscrive una lettera destinata al presidente Roosevelt, insieme ai fisici di origine ebraica Leo Szilard e Edward Teller, rifugiatisi negli Stati Uniti per sfuggire all’antisemitismo nazista. Gli scienziati tedeschi hanno appena ottenuto la prima fissione nucleare e la realizzazione della prima bomba atomica sembra essere vicina. La preoccupazione della comunità scientifica americana è alta e il Presidente deve essere avvertito dell’imminente pericolo. Un’ulteriore conferma arriva dalla lettera che il fisico di origine tedesca Rud Ladenburg invia a Lyman Briggs, direttore del progetto Uranio:

“Caro Dr. Briggs,
può interessarla di sapere che un mio collega, arrivato da Berlino via Lisbona alcuni giorni fa, ha portato il seguente messaggio: un collega affidabile che sta lavorando in un laboratorio di ricerche tecniche gli ha detto di farci sapere che un gran numero di fisici tedeschi sta lavorando intensamente sul problema della bomba all’uranio sotto la direzione di Heisenberg, che lo stesso Heisenberg sta cercando di rallentare il lavoro per quanto è possibile, temendo i catastrofici risultati di un successo, ma non può fare a meno di adempiere gli ordini a lui dati, e se il problema può essere risolto, sarà probabilmente risolto in vicino futuro. Così ci ha consigliato di affrettarci se gli USA non vogliono arrivare troppo tardi”.

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Un poster, utilizzato durante il progetto segreto Manhattan, ricordava ai dipendenti di tenere i documenti chiusi in cassaforte (Credit: Wikimedia Commons)

Per questo nel 1942 viene messa in moto quella che verrà definita una «macchina produttiva e di ricerca senza precedenti nella realizzazione di un singolo manufatto, che trasformerà profondamente il rapporto tra militari, industria e mondo della ricerca scientifica». Il progetto Manhattan prende il via. Vengono investiti quasi due miliardi di dollari e coinvolte più di centotrenta mila persone tra cui una squadra di scienziati di altissimo livello: i premi Nobel per la fisica Luis Álvarez, Enrico Fermi, Hans Albrecht Bethe, James Chadwick, Felix Bloch, Arthur Holly Compton, Richard Phillips Feynman, Ernest Orlando Lawrence, Emilio Gino Segrè, John Hasbrouck van Vleck, Roy J. Glauber e i premi Nobel per la chimica Harold Clayton Urey e Glenn Theodore Seaborg.

In soli tre anni viene costruita la prima bomba atomica.

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Un cartellone incoraggiava i lavoratori Oak Ridge a mantenere la segretezza del progetto (Credit: Flickr CC)

Nel documentario That’s the story. Nobel laureated Roy J. Glauber remembers the making of the atomic bomb, Glauber racconta in modo chiaro, scorrevole e articolato dettagli inediti sulla vita a Los Alamos, sugli scienziati che vivevano lì, sul Trinity, il primo test di detonazione dell’arma nucleare, sul bombardamento del Giappone e sulle conseguenze politiche del progetto.

Il documentario, prodotto da José Ignacio Latorre, professore di Fisica Teorica all’Università di Barcellona e distribuito dalla Moonrise Pictures, è stato presentato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino lo scorso febbraio. Qui sotto il trailer.

 

Credit immagine di copertina: WikiImages