Missioni spaziali, droni, rover e lanciatori: alla Sapienza è possibile con Sasa.

Missioni spaziali, droni, rover e lanciatori: alla Sapienza è possibile con Sasa.

Gli studenti della Sapienza, grazie all’associazione studentesca Sasa, prendono parte a innovativi progetti aerospaziali. Queste attività dell’associazione sono portate avanti da quattro team: Sapienza Flight team, Sapienza Rocket team, Sapienza Space team e Sapienza Technology team. 

Lanciatori, rover spaziali, droni e sistemi di simulazioni di esplorazione spaziale: non stiamo parlando di progetti della Nasa ma di attività svolte dagli studenti della Sapienza nei laboratori del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale. 

Sasa (Sapienza Aerospace Student Association) è un’associazione studentesca della Sapienza che, negli anni, ha formato quattro squadre: Sapienza Flight team, Sapienza Rocket team, Sapienza Space Team e Sapienza Technology Team. Ognuna di queste porta avanti innovativi progetti di ingegneria aerospaziale mettendo alla prova le abilità degli studenti e la qualità del lavoro svolto partecipando a competizioni internazionali sponsorizzate da aziende tra cui Nasa e Boeing. L’obiettivo principale di Sasa è quello di diffondere la cultura aerospaziale e di collegare gli universitari al mondo del lavoro. Per fare questo, l’associazione, oltre alle attività dei team, organizza eventi, workshop, convegni e competizioni. L’ultimo è stato il convegno con Capgemini Engineering, azienda leader nel settore della consulenza ingegneristica che ha mostrato come funziona l’iter di selezione e quali sono, a oggi, le opportunità nell’ambito dell’ingegneria. 

Ma facciamo un passo indietro. La storia di Sasa inizia nel 2010 quando un gruppo di studenti, capitanati da Guido de Matteis, professore del dipartimento di ingegneria aeronautica, creano il Sapienza Flight Team, un progetto risalente al 1998 e successivamente abbandonato. La squadra ottiene presto importanti risultati raggiungendo la top ten della prestigiosa gara DBF (design build and fly), una competizione alla quale partecipano università internazionali, tra cui il Mit di Boston. Nel 2012, il crescente interesse degli studenti per il Flight team ha portato i membri, con Giuliano Coppotelli, Guido De Matteis e Giorgio Graziani, professori del dipartimento di ingegneria meccanica e aeronautica, a costituire la Sapienza Aerospace Student Association (Sasa), la prima student branch dell’American institute of aeronautics and astronautics in Italia. 

Oggi le squadre di Sasa sono quattro e sono aperte a studenti appassionati di aerospazio iscritti a lauree triennali, magistrali e master della Sapienza. L’associazione è rivolta anche a chi proviene da altri dipartimenti, oltre a quello di ingegneria meccanica e aerospaziale, proprio per incentivare lo scambio di idee e la collaborazione fra studenti con percorsi accademici differenti. È in autunno che i membri dei team riorganizzano le squadre: scelgono i propri referenti, assegnano i ruoli ai nuovi arrivati e decidono quali saranno le missioni da svolgere e quali gli obiettivi da raggiungere. 

Ma ora parliamo del lavoro dei team. Nato nel 2010 il Sapienza Flight team si occupa di progettare e costruire un drone ad ala fissa, un aereo senza pilota. L’obiettivo è quello di sviluppare un velivolo che possa compiere specifiche missioni in autonomo. Negli ultimi anni la squadra ha partecipato alla competizione Auvsi suas, una sfida sponsorizzata da aziende tra cui Google e Boeing. Nel 2012, dal successo del primo team, nasce Sapienza Space Team che sviluppa sistemi di simulazione di una missione di esplorazione spaziale. Il team partecipa annualmente alla competizione internazionale CanSat, sponsorizzata dalla Nasa, riuscendo ad accedere sempre alle fasi finali della gara. Tra il 2016 e il 2018 nascono il Sapienza Technology Team e il Sapienza Rocket Team. Il primo si occupa di progettare e costruire rover spaziali, il secondo, invece, lavora su lanciatori e nel 2019 ha partecipato alla sfida di Euroavia sloshing rocket workshop, sponsorizzata da Airbus. 

L’associazione porta avanti i suoi progetti grazie al supporto della Sapienza e in particolare attraverso il dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale che fornisce i fondi, le apparecchiature e i laboratori. 

Le squadre di Sasa sono un’opportunità gratuita e aperta a tutti gli studenti della Sapienza. Un’esperienza all’avanguardia che stimola la loro voglia di mettersi in gioco in una realtà internazionale e che arricchisce il curriculum dei partecipanti. La sfida è ambiziosa, non ci resta che continuare a seguire le loro attività e i loro risultati.

Immagine in evidenza: Foto di Edoardo Denni