Acquacoltura e antibiotico resistenza: un divieto per limitare il fenomeno
L’uso di antimicrobici nei siti di acquacoltura favorisce la diffusione di residui nell’ambiente marino, contribuendo all’aumento della resistenza agli antibiotici. La mancanza di norme adeguate e condivise a livello globale rende necessarie delle restrizioni
Da cibo medicina a cibo con medicina. L’ acquacoltura, attività con un rilevante impatto economico sociale, diventa condizione sufficiente per il trasferimento tra patogeni acquatici e umani, a causa della somministrazione di antibiotici, per terapia e profilassi. Tali sostanze e, talvolta, i loro sottoprodotti restano, infatti, attivi nei sedimenti per periodi che vanno da pochi giorni a molti mesi, in funzione di variabili fisiche e chimiche; questi residui sono in grado di selezionare batteri acquatici resistenti, promuovendo la diffusione della resistenza antimicrobica. L’aumento delle temperature, inoltre, facilita l’adattamento dei batteri, amplificandone gli effetti. Si stima che nell’ambiente acquatico, il 90% dei batteri mostra resistenza ad almeno un antibiotico e circa il 20% è multiresistente.
La legislazione in materia necessita di rigore e condivisione globale, come evidenziato da uno studio dell’Istituto Superiore di Scienze della Salute in Burkina Faso: su un campione di 46 allevatori ittici, il 67.4% dichiara di aver ricevuto formazione in acquacoltura, ma l’84,8% non è consapevole dei rischi associati all’uso irrazionale di antimicrobici, né del fenomeno della resistenza. Il 52% degli allevatori non ha mai richiesto il supporto veterinario per la scelta e il monitoraggio dei trattamenti, mentre il 95% somministra antibiotici nella dieta, in via preventiva, ignorando, forse, che una porzione di cibo medicato non ingerito si deposita nei sedimenti sottostanti e in prossimità degli impianti. L’80% degli antibiotici ingeriti raggiunge l’ambiente attraverso le feci. Gli scarti farmacologici tendono, dunque, ad accumularsi, pronti a essere trasportati dalle correnti a grande distanza dai siti di origine. E, inevitabilmente, finiscono per bussare alla nostra porta.

– Rapporto AR – ISS 2024
– [Antibiotic-resistant bacteria in aquaculture and climate change: a challenge for health in the mediterranean area] Pepi – Focardi
– [Evaluation of antibiotic use in fish farms in the peri-urban area of Bobo-Dioulasso: antimicrobial resistance in Burkina Faso] Tialla et al
Immagine: Fusion Medical Animation/Unsplash
























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