La pesca a strascico minaccia gli ecosistemi dei fondali marini

La pesca a strascico minaccia gli ecosistemi dei fondali marini

Gli effetti distruttivi della pesca a strascico sulle comunità di organismi associati ai fondali marini (definiti “bentonici”) sono ampiamente documentati: una recente meta-analisi condotta da Marija Sciberras, ricercatrice all’Università di Bangor nel Regno Unito, ha rilevato che, dopo un singolo passaggio della rete da traino, l’abbondanza di invertebrati diminuisce di un quarto, mentre la biodiversità complessiva del fondale subisce un calo del 19%. Numeri che preoccupano, soprattutto se moltiplicati per le decine di passaggi che interessano annualmente le aree più sfruttate. A ciò si aggiunge la difficoltà di recupero della comunità biologica: come ha evidenziato uno studio condotto da Jan G. Hiddink, esperto dell’Università di Oslo in Norvegia, il reclutamento, l’attecchimento e la crescita di nuovi individui possono richiedere fino a 6 anni, specialmente per organismi ad accrescimento lento come spugne e coralli. A risentirne sono soprattutto le numerose specie animali associate proprio a spugne e coralli, come policheti e molluschi, che spesso scompaiono per lunghi periodi dall’area danneggiata, contribuendo alla perdita di biodiversità dell’ecosistema.

Immagine: Baptiste Pilot/Unsplash