padre benanti e amato

religiosamente

Lo scorso gennaio Giuliano Amato ha lasciato la presidenza della commissione sull’intelligenza artificiale voluta dal governo. Amato è stato sostituito da un religioso: Paolo Benanti, teologo francescano. Al netto delle ragioni alla base delle dimissioni di Amato (di cui qui non ci occupiamo), la nomina di Benanti ha suscitato perplessità in parte dell’opinione pubblica. La nomina di un religioso alla guida di una commissione di questo tipo solleva qualche dubbio, infatti. La faccenda, però, andrebbe valutata laicamente (appunto) e in modo approfondito. Tralasciando per un momento l’appartenenza di Benanti a un ordine religioso e valutando solo i curricula dei due presidenti, emerge una situazione abbastanza paradossale. Se, infatti, Giuliano Amato è un servitore dello Stato di lunga esperienza, ma senza alcuna competenza specifica sui temi delle nuove tecnologie, Benanti, al contrario, è sicuramente un esperto su tali questioni, di cui è docente presso l’autorevole Università Gregoriana. Chi scrive è più che mai convinto che una posizione di quel genere non dovrebbe essere ricoperta da un religioso e che in queste situazioni dovrebbe essere rispettata quanto più possibile la laicità delle istituzioni. Chi scrive, però, è anche consapevole della paradossalità della vicenda e della sua esemplarità nel rappresentare certe prassi del governo delle istituzioni di questo Paese. Se in tali ruoli ad essere nominato è un laico in genere le ragioni per la nomina sono quasi esclusivamente “politiche”, ma se si tratta di un religioso allora le competenze diventano rilevanti. È una situazione curiosa e paradossale su cui il lettore può fare le riflessioni che ritiene più opportune. 

Simone Pollo, filosofo morale della Sapienza università di Roma

contropinione

Non so se si possa dire che quello di Benanti vs Amato sia un esempio di una prassi. Non so se il nostro farci domande su Benanti sia giustificato o di parte. Io credo nell’importanza delle competenze, e credo anche moltissimo nella laicità. Questo mi sento di doverlo scrivere.

Isabella Saggio, genetista della Sapienza università di Roma