Dietro il microfono: il decalogo per una perfetta puntata radio

Ti sei mai chiesto come si realizza una puntata radio fatta bene (o quasi)?
Noi al master La Scienza nella Pratica Giornalistica della Sapienza ce l’abbiamo (quasi) fatta. Il nostro segreto? Gestire gli imprevisti.
Ecco a voi, in esclusiva STAR, il decalogo delle 10 buone raccomandazioni per fare un figurone (condito con un sacco di aneddoti). 

Ecco ciò che anche noi avremmo dovuto tenere a mente. Avremmo, appunto.
Ah, se non avete ancora ascoltato la puntata, fatelo prima che si autodistrugga. E se potete lasciateci una recensione (carina, grazie).




  • 1: Cooperare.
    Nella redazione di Radio Sapienza non c’è spazio per le manie di protagonismo. L’unione fa la forza anche in radio e le decisioni si prendono in gruppo – Però, Lorenzo, se devo fare partire l’intermezzo magari fammi almeno un occhiolino…
  • 2: Gestire il tempo (che si sa, vola quando ci si diverte).
    In 25 minuti di puntata la pausa merenda non è contemplata. Ma nemmeno il brontolio della pancia davanti al microfono, quindi mangia prima (e mangia bene!) –  E se dalla regia ti fanno un due con la manono, Alessandro, non sono due caffè, sono i secondi che ti restano…
  • 3: Gestire gli ospiti.
    Devi essere cordiale, sempre. E ascoltare, bene. Devi saperli presentare in modo esaustivo, ricordarti di salutarli e di ringraziarli e pure dirgli – gentilmente – che il tempo è scaduto… e che tu non ci stai capendo più niente (no, forse questo no). Lo hai già ringraziato 10 volte? Non sarà mai abbastanza – E siamo sicuri che anche tua madre la pensa così, grazie mamme. 
  • 4: Gestire gli imprevisti (rimpiangerai quelli del monopoli).
    L’ospite se ne deve andare? Hai due opzioni: legarlo alla sedia o improvvisarti filosofo. Speriamo tu abbia ascoltato bene il suo intervento, perchè ora dovrai intrattenere il pubblico con un monologo ideato all’ultimo secondo (possibilmente sensato). – E no.. le barzellette non valgono… 
  • 5: Skills sull’editing dell’audio (pensavi di averla scampata eh?).
    Prima o poi, tutte le cose belle finiscono. E nel caso della radio, succede quando devi occuparti del montaggio audio. Quale software usare decidilo tu, tranquillo, nessuno ti risparmierà – Ilaria, se devi sceglierti dei coinquilini, assicurati che almeno uno di loro sappia esportare una traccia audio.
  • 6: Quel magico dono della sintesi.
    La dimostrazione che al liceo la tua professoressa aveva ragione. In radio devi essere preciso e conciso senza mai dare niente per scontato. Rigoroso, ma niente fiocchetti. Esercizio consigliato: provate a raccontare la fiaba di Cenerentola in 3 minuti (noi ce l’abbiamo fatta in uno solo…)Grazie Allegra, ci hai messo in difficoltà. Peggio di Cenerentola c’era solo Beautiful.
  • 7: La scelta di un buon tema.
    Non sai come riempire le tue serate? È perché ancora non hai letto tutti gli ultimi comunicati stampa. Se prima non sapevi di cosa parlare, ora non saprai cosa scegliere. Spazierai dall’ultima spedizione sulla Luna alle teorie complottiste dei Simpson.
    Ah, devi anche convincere i tuoi colleghi durante la riunione di redazione – però non scegliere l’equazione di Schroedinger per un sistema di due particelle interagenti con un potenziale centrale a portata limitata, come farebbe Natalia…no grazie Natalia, non vogliamo sapere cosa sia. Grazie davvero.
  • 8: Creatività, la tua migliore amica.
    Pensa fuori dagli schemi e mettiti nei panni degli ascoltatori. La cosa più assurda che ti viene in mente probabilmente è quella giusta (non prenderci alla lettera…). Trova il giusto equilibrio tra originalità ed autorevolezza – non fare come Marta: va bene l’originalità, ma i vent’anni di cenerentola te li sei proprio sognati…
  • 9: Scrivi come parli (potresti essere tu il prossimo conduttore).
    Repetita iuvant, soprattutto se chi ti sta ascoltando sta passando l’aspirapolvere mentre pensa a cosa preparare per cena. Devi essere chiaro, vicino all’ascoltatore e non devi aver paura di stressare alcuni concetti importanti – Quindi ripeti, se necessario. Ripeti. Hai capito? Ripeti. Se serve, ripeti – (sì ma non troppo però, l’hai già detto 4 volte!!).
  • 10: Capirsi con uno sguardo: flirtare con la regia.
    Disclaimer: qui gli occhiolini non hanno doppi sensi, sono un modo carino (e silenzioso) per dirti che o ti muovi, o ti muovi. Attenzione: se il tuo collega stringe il pugno e si morde la mano sei in pericolo, ti sei giocato la prossima conduzione – Il side eye è la via di mezzo tra occhiolino e pugno stretto: sei ancora in tempo di convincere la regia a non toglierti la sedia in diretta, forse…

Se sei arrivato alla fine, ora sei pronto a metterti in gioco. Ma prima, ti regaliamo 3 bonus radiofonici livello pro per complicare ancora di più la situazione: 

  • 1: Supera l’ansia della prima volta.
    Calmati, respira e cerca te stesso, ma ritrovati nella sala di registrazione che stanno aspettando te!
  • 2: Il dono dell’ubiquità.
    Se dovessi incontrare il Genio della Lampada giocatelo come primo desiderio – i tuoi colleghi potrebbero trovarsi in tre città diverse. Se puoi, pregalo anche di darti una buona connessione internet – i file pesano.
  • 3: Considera il ritardo dei treni.
    …Ci siamo capiti caro fuorisede, non servono commenti.

Ed ora, alla luce dei nostri sapienti consigli… prova a fare di meglio!
Guarda anche il nostro reel: www.instagram.com/reel/Da2Gp4Lt_cX/?igsh=MTU0cDFkcHp2ZXcyZQ==