pop star

POP Star – disurbane

Si dice che D’Annunzio, Gabriele, abbia inventato parole. Da “Rinascente” a “Oro Saiwa” passando per la definizione del genere femminile per “automobile”.

Disurbane ci piace come parola. 

Chiama il tanto young “distopico”, il “disumano” di Gaza, ma anche il “disimpegno”. Ovvero la stagione dei ghiaccioli e delle bouganvilles, dei fucsia e dei gialli acidi, in un insieme di rettangoli che crea un gioco di ombre e persiane estive socchiuse.

Così è il numero 21 di STAR

Raccontiamo del consumatissimo farmaco contro l’obesità. Di eventi che hanno visto protagoniste la Sapienza e la Magnifica Rettrice: dal corso per l’empowerment femminile, GLASS, alla discussione che lega femminismo e cura, generata dal libro “Le appassionate”. C’è anche un triplo intermezzo musicale, e un racconto di Mario Martone e della sua creatività di sempre attraverso il saggio della Berlingieri. C’è il Maestro Pistoletto, ospite del Forum del National Biodiversity Future Center 2025. Per il Maestro, il titolo del pezzo è prestato dal bel libro di Vittorio Lingiardi “Io tu noi”. C’è una discussione sul femminismo che abbiamo intitolato “éco-moeuf”. Per chi non è francofono, moeuf è come chiamano ragazze e fidanzate nelle periferie parigine. Femme all’incontrario. Molto disurbano. 

Buona lettura. Buona estate.

PS

La POP STAR di questo numero è la moeuf disurbana e distopica della copertina.

pps

Nelle foto urbane di questo numero c’è Milano, c’è Roma e c’è Singapore.