pop star sapienza magazine

Pop StaRs

Volevamo un numero di STAR che ci portasse altrove. Volevamo un numero che ci ricordasse realtà dove la pace è (stata) al centro della dimensione sociale. Volevamo alleggerire lo spirito in un tempo in cui le pressioni piccole e grandi si fanno intense.

Così abbiamo scelto l’India, con le sue contraddizioni, la sua mistica, la sua scienza promossa ed esportata. L’India con la sua diversità genetica appena mappata in uno studio su medRχiv  (https://doi.org/10.64898/2026.03.20.26348801). Abbiamo raccontato in questo numero lo stato dell’arte della ricerca indiana. Abbiamo scritto di Inder Verma, scienziato, fra l’altro fra coloro che hanno trasformato il virus che causa l’Aids in uno strumento per terapie geniche. Un Inder che però è venuto alla ribalta anche per un me too denunciato nel Salk Institute, un competitivo istituto di ricerca californiano. Abbiamo spaziato poi fuori dall’India con i libri. Con lo scrivere e con il leggere. Attività irrinunciabili. Raccontiamo Lo sbilico candidato al premio Strega, e il Farsi male, saggio di Vittorio Lingiardi, intimo e aperto, specialistico e trasversale. Sempre imperdibile. Raccontiamo anche di un’esperienza di coinvolgimento del cittadino a protezione della diversità. E poi di meravigliosi eventi accaduti in Sapienza. Della visita pastorale di Papa Leone XIV. L’ho fatto: con Fiorella ho cantato in Aula Magna.  Bellissimo. 

Pop star di questo numero: il colore. Rosa ma non solo.  

PPS il titolo se io fossi aria è il verso di una canzone di Guccini. 

Amore, s’io fossi aria, le tue rondini vorrei
Per guardarmele ogni minuto e farle volare negli occhi miei
Quelle rondini bianche e nere che anche mute dicono tanto
Tutta la gioia di mille sere ed un momento solo di pianto

Ed un momento solo di pianto, ed un momento solo di pianto
Ed un momento solo di pianto

Amore, mai sarò stanco di bermi tutto il tuo miele
Quando ridi o quando mi parli in me si gonfiano mille vele
Quando un sogno od un tuo segreto ti fan seria e sembri rubata
Guizzan pesci tra i tuoi due fiori, rivive l’anima mia assetata

Rivive l’anima mia assetata, rivive l’anima mia assetata
Rivive l’anima mia assetata

Amore, pensa, s’io avessi una torre colombaria
Per far posare le tue due colombe stanche di volare in aria
Vederle alzarsi dritte nel cielo e atterrare fra le mie mani
Per carezzarle dentro ai miei oggi e baciarle fino a domani

E baciarle fino a domani, e baciarle fino a domani
E baciarle fino a domani

Amore, nel mio giardino vorrei fiorisse la tua rosa
Perché l’anima mia si perda dove il corpo rinasce e riposa
Quella rosa di primavera sempre rorida di rugiada
Misteriosa come la sera, balenante come una spada

Balenante come una spada, balenante come una spada
Balenante come una spada

Amore, colomba, fiore, amore fragile e forte
Sfrontatezza e pudore, compagna di gioia e sorte
Sapore amaro e dolcezza, con l’arcobaleno fra le dita
Vorrei perdermi nel tuo respiro, vorrei offrirti questa mia vita

Vorrei offrirti questa mia vita, vorrei offrirti questa mia vita
Vorrei offrirti questa mia vita